Grazie Matteo Renzi!!!!!!

Mi veni mi moruuuu!!! Ma chi cazzu ndi futtimi ru CNEL, e di stipendi ri Parlamentari chi a genti mori i fami… a Costituzione e comi a Bibbia non si tocca…

Grazie “Matteo” per averci dequalificati, degradati, vilipesi e raggirati coprendo poi tutto il fango che ci hai scaricato addosso.
Un uomo dal cinismo assoluto, che non ha guardato in faccia niente e nessuno. Fa impressione, perché hai fatto un buon gioco tra i semplici, tra quelli senza cultura e senza conoscenza, che ti seguono sulla via della paura, dello spavento. “Chi fa il politico dovrebbe avere una chiarezza morale e profonda e non giocare sul falso e sull’ipocrisia”.
Grazie per le infinite promesse strombazzate in pubblico e disattese in privato.
Grazie ancora per aver creato a chiunque l’illusione di lavoro. Ci hai reso tutti più stanchi, demotivati, stressati, divisi e rabbiosi.
Grazie per la persistente crisi del lavoro, alla quale caro “Matteo” non hai saputo trovare una soluzione, hai infatti penalizzato soprattutto i giovani e giovanissimi in cerca di occupazione oltre agli adulti rimasti senza impiego.
Grazie per averci sottratto l’unica ricchezza che avevamo, la libertà rendendoci tutti ricattati e ricattabili, soggetti all’arbitrio e al capriccio di un Europa da omaggiare e ossequiare in cambio di una mancetta finale o del privilegio di rimanere nella corte dei favoriti.
“Presidente” la voglio ancora chiamare cosi perché è doveroso visto che in questi anni sei stato il presidente del popolo italiano, ma il tuo cinismo è stato seguito solo da ignoranti e affaristi.
Grazie “Matteo” perché ci hai dimostrato che non è vero affatto che siamo una massa di imbecilli come quelli che ti hanno seguito e da trattare come tali. Ci hai dato l’opportunità di dimostrare che non vendiamo la nostra Costituzione antifascista per un pugno di lenticchie. Grazie!!!!

L’invidia……..

L’invidia è il sentimento che noi proviamo quando qualcuno, che noi consideriamo del nostro stesso valore ci sorpassa, ottiene l’ammirazione altrui. Allora abbiamo l’impressione di una profonda ingiustizia nel mondo. Cerchiamo di convincerci che non lo merita, facciamo di tutto per trascinarlo al nostro stesso livello, di svalutarlo; ne parliamo male, lo critichiamo. Ma se la società continua ad innalzarlo, ci rodiamo di collera e, nello stesso tempo, siamo presi dal dubbio. Perché non siamo sicuri di essere nel giusto. Per questo ci vergogniamo di essere invidiosi. E, soprattutto, di essere additati come persone invidiose. In termini psicologici potremmo dire che l’invidia è un tentativo un po’ maldestro di recuperare la fiducia e la stima in sé stessi, impedendo la caduta del proprio valore attraverso la svalutazione dell’altro.

E come disse O.Wilde “L’invidia è quel sentimento che nasce, nell’istante in cui ci si assume la consapevolezza di essere dei falliti”

” La prego di ascoltarmi”

Saper ascoltare…
” La prego di ascoltarmi”, mi disse sommessa e io mi voltai a guardarla; era una donna sottile, vestita con una certa severità, in ordine, i capelli raccolti e tesi sulla fronte, tali da lasciarle scoperta il viso. Gli occhi arrossati e melanconici, classici di chi sta perdendo ogni speranza mi fissavano ipnotici. La feci sedere in una della mie comode poltrone, ma lei si sedette appena sul rivo, rigida, impacciata. ” Mi ascolti, mormorò sommessa, quasi vergognandosi della sua voce, le voglio raccontare tutta la mia storia; mi hanno detto che lei è molto bravo, che sa ascoltare e dare un responso ai problemi che le sottopone la gente.” Più la guardavo, più un senso di abbandono mi prendeva; una malinconia profonda si stava trasferendo nel mio animo, e non replicai alla sua richiesta, feci solo un leggero cenno del capo a significare il mio assenso. ” Dunque lei deve sapere… e in quel preciso momento si alzò e mi la lascio attonito nel dubbio di aver detto o fatto qualcosa che non era di suo gradimento rimasi li a guardarla mentre andava via… attonito, così come lascerò voi curiosi che siete arrivati fin qui a leggere……

Bravo Coglione!!!!!

bravo coglioneRicordati figlio mio… quando siedi alla guida della tua Peugeot 205, convinto che 205 sia il limite minimo di velocita’, ricordati, figlio mio, che sei un coglione. Quando all’alba uscendo dalla discoteca dopo aver bevuto ti metti allegramente alla guida della tua Peugeot 205, dopo aver inforcato gli occhiali da sole, ricordati, figlio mio, che sei un coglione. Quando fai fessi quei coglioni in coda in autostrada superando dalla corsia di emergenza, ricordati, figlio mio, che sei un coglione. Quando a 205 km orari un coglione ti precede di 5 centimetri e non ti fa passare, ricordati, figlio mio, che i coglioni stanno sempre in coppia. Quando a 205 km orari il coglione che ti sta dietro a 5 centimetri ti lampeggia perche’ vuole passare e tu sfiori il pedale del freno, ricordati, figlio mio, che i coglioni stanno sempre in coppia. Quando sorpassi in curva una colonna di coglioni che non sanno guidare, ricordati, figlio mio, che sei un coglione. Quando arrivi sparato sulla fila di auto che sta riprendendo la marcia e suoni e lampeggi per chiedere strada, ricordati, figlio mio, che sei un coglione. Quando sei convinto che il semaforo rosso sia guasto e passi, ricordati, figlio mio, che sei un coglione. Quando sgommi sul giallo terrorizzando il pedone che ritarda, ricordati, figlio mio, che sei un coglione. Fin quando giudicherai coglione chi ha scritto… ricordati, figlio mio… sono tuo padre. Coglione!!! cit. Luttazzi

Questo è un post di ringraziamento…. a voi che mi seguite.

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Attilio Cotroneo

A chi mi segue forse fin dall’inizio.
A chi invece lo fa da meno tempo ma con lo stesso interesse.
Avete imparato a conoscermi attraverso le parole che lascio qui, come impresse nel vento.
Non sempre siete d’accordo con quello che dico, o su come lo dico.
Ma mi rispettate , condividendo il senso del mio narrare.
Non sono un “semplice” ma sono convinto di riuscire ad arrivare al vostro pensiero contando sul leggero vibrare di ciò che scrivo.
Ho ricevuto critiche aspre e complimenti sinceri.
Tutto accettato, anche se le critiche hanno fatto e fanno sempre un po’ male.

A volte arrivo a testa bassa anche da voi, preso dal furore di quel che ritengo giusto e che non mi piace.
A volte rispetto il vostro raccontare anche se non condivido.
Voglio molto bene ad ognuno di voi, sinceramente.
Penso spesso che questo blog tutto da riempire sia il mio modo di avvicinarmi a voi, senza ombre, in piena luce.
Perché sono davvero così come mi leggete.
Non ho maschere, non ho filtri, non ho menzogne, non ho padroni!!!!.
Sono allegro e triste, spontaneo e ribelle.
Sono un uomo sofferente, impreciso, imperfetto.
Sono quello che sono, quello che la vita ha portato e mi ha buttato addosso.
Forse non avrò una gran capacità di scrittura, non sarò niente di speciale.
Ma voi sì, lo siete.

E volevo trovare uno spazio tutto per voi, da riempire e condividere inisieme…. un abbraccio che vi raggiunga e vi avvolga tutti interi. Grazie!!!!!

Il perdono….

Quando nutrite rancori morite lentamente. impariamo prima a fare la pace con noi stessi e solo dopo saremo in grado di farla con gli altri. Trattiamo gli altri come vorremmo essere trattati noi.
Prendiamo noi l’iniziativa di amare, di dare, di aiutare… e smettiamola di pretendere di essere serviti, di approfittare e sfruttare gli altri.
Che l’amore di Dio ci raggiunga ogni giorno perché non sappiamo se avremo tempo per purificare noi stessi con l’ antidoto chiamato PERDONO.

Il Pentagramma… il suono contagioso del mio sorriso.

logo_m60p30Continueranno a farmi credere che le scelte e le decisioni che prenderò non saranno mai all’altezza della persona che sono….
Continueranno ad illudermi ed intravederò in loro un sorriso finto, in grado di logorare anche l’anima più pura.
Continueranno ad ignorarmi, credendo di potermi ferire, credendo di raggiungere i miei punti deboli, non rendendosi conto che sono forte, forte per davvero!!!!
Mi illuderanno, capiranno che i successi e le vittorie che raggiungerò saranno solo una parte di quello che sono e che sarò. Anche grazie a loro!!!!!
Capiranno di avermi reso più forte, indistruttibile. E che nessuno può più permettersi di far oscillare la mia anima, rendendola fragile. Capiranno che, in realtà, non hai mai mollato……
Saprò mostrarmi agli occhi degli altri come colui che, nonostante le difficoltà, è riuscito a combattere. Combattere per qualcosa o qualcuno, in cui ho creduto!!!! è questo importa.
Saprò immedesimarmi nella sofferenza degli altri, e li guarderò con occhi diversi. Sempre veri.
Mi mostrerò per la bellissima persona che sono, in cerca di nuove prospettive. Nuovi sogni da poter realizzare.
Continueranno a dirmi che non sarò mai nessuno!!!!. Mi faranno credere che, tutto ciò in cui credo, non si concretizzeranno mai.
Continueranno a cantare le melodie di quel pentagramma, il pentagramma della mia vita, accompagnato dal suono contagioso del mio sorriso.
E’ continueranno a leggere capitoli della mia vita…

E adesso mi sento Forte!!!!. E non sarà una vendetta!!!!! ma per sopravvivenza….

Noi Padroni di noi stessi non della paura….

cropped-einstein.jpgC’è bisogno di ritrovarsi, di non lasciarsi trasportare dalle chiacchiere e dal malcostume dei nostri tempi senza opporre la minima resistenza, decidiamo noi, padroni di noi stessi non della paura.

Sangue freddo, spirito critico e occhi bene aperti per essere in grado di fermarsi ad osservare. Non ha senso camminare senza meta. Di esempi positivi ce ne sono, solo che non fanno notizia, di eroi silenziosi ne è pieno il mondo, sono quelli i veri esempi positivi in grado di contaminarci in maniera positiva perché non è mai tutto così catastrofico come vogliono farci credere, esistono persone oneste, sane che hanno e vivono di valori degni di un essere umano che si definisce tale.

Se una società vive nella critica impara a condannare.

amen

Leggendo non mi darai torto….

Leggendo non mi darai torto…

Caro diario, eccomi qui… oggi con apatia e sarcasmo.
Sono stato impegnato su più fronti e ti ho trascurato…Cerco di impegnarmi per non pensare, per non pensare a questa vita così strana, a tratti bellissima e a tratti di una crudeltà inaudita.
In realtà la cosa che mi sconvolge di più è un’altra.
Conosco uomini, tanti, donne… tante… in apparente sintonia con me.
Leggo moltissimo, guardo, osservo con noncurante indifferenza. Mento sapendo di mentire e mi adeguo a questo imperante no/sense. Faccio spesso finta di comprendere quello che in realtà non comprendo per nulla.
Non comprendo ad esempio del perché io ovunque vada o qualsiasi cosa legga o chiunque incontri, tutti sembrano condividere e pensarla allo stesso modo, che poi è anche il mio.
A parole sono tutti alla ricerca del senso della vita, tutti pronti a sbattersi per qualcuno, qualcosa o per un ideale.
Tutti cercano l’amore, quello con la A maiuscola, l’amicizia , tutti condividono con un: Mi piace …tutti piangono e ridono con te.
Tutti odiano il nostro Governo, nessuno compra l’Ipod o come cazzo si scrive e nessuno torcerebbe un capello a cani, gatti e bambini. Tutti cedono il proprio culo sull’autobus. Tutti si battono per le cause perse… e tutti si toglierebbero il pane di bocca per te.
Sei la sorella, la moglie, il marito, l’amante, la troia, il simpatico, e chi più ne ha più ne metta. A leggere o ad ascoltare discorsi in giro parrebbe di vivere nel Paradiso terrestre.
In realtà non gliene frega un cazzo alla maggior parte della gente di chi sei, cosa fai, cosa pensi. A chi frega realmente te lo trovi a fianco sempre, se chiedi un piacere non ti senti rispondere di no. E chi ti ama c’è, magari in silenzio, ma c’è.
Per tutti gli altri non sei niente, sei un clic, un momento di evasione o uno specchio nel quale riflettere il proprio ego al massimo della potenza.
Nessuno ascolta realmente quello che dici o scrivi e non mi riferisco alla mia pagina. Anzi qui ho incontrato e conosciuto gente meravigliosa, che mi segue nel bene e nel male. Mi riferisco a tutto il resto, compresal a vita reale.
Gente che tradisce ogni giorno se stessa e chi gli sta a fianco, gente che ti parla addosso, che non legge e probabilmente non sa neanche farlo.
Gli stessi che altro che cederti il posto sull’autobus, ti prendono piuttosto a calci nel culo!!!
Gli stessi che al passaggio di una Genny, si infastidiscono e ci ricamano sopra……
Gli stessi, che invece di ascoltarti, devono prima finire di fare una ceretta o una corsetta, che guai a non mantenerlo in forma il fisico. Come farebbero ad accettare e accettarsi in una società che ci vuole fighi fino alla tomba.
Gli stessi che contano i soldi e non gli bastano mai e si lamentano al pari di chi i soldi non ce li hanno davvero o non gli bastano per arrivare alla fine del mese.
Gli stessi che dicono che per loro sei come una figlia/o, ma dalla torre saresti la prima ad esser buttata di sotto.
Gli stessi che si riempiono la bocca del verbo amare. Ma lo sanno cos’è l’amore, il rispetto la dignità in realtà?
Gli stessi che hanno a casa bravi mariti o brave mogli e cercano il brivido del tradimento.
Gli stessi che giudicano la gente per molto meno.
No, non lo sanno.
Mi fa orrore tutto questo e mi aggrappo a quei pochi che contano nella mia vita, come l’edera.
La fine del mondo non avverrà con un cataclisma, la fine del mondo è già in corso da tempo e si chiama: Indifferenza, Egoismo, Incapacità di donarsi agli altri, di saper ascoltare e condividere.
“Sono stanco… difendo quel poco che ho di valori umani e mi guardo intorno stranito, con sempre meno curiosità da assolvere”.

Lettera a mio cugino Attilio….. per la sua laurea

Ho trovato la lettera di auguri che ho scritto per mio cugino Attilio che si laureava in Medicina… e comiciava cosi….

24.07.2013

E adesso penserai…..«… seduto sui gradini d’ingresso della Facoltà con la mia brava laurea, ma ormai fuori dall’università, che cosa faccio, dove vado, cosa c’è là fuori? Ma laureandoti cugino hai scritto e vissuto una delle pagine più belle e gratificanti che, un uomo possa desiderare nella propria vita e siamo felicissimi di festeggiarla con te. Non hai bisogno di consigli e raccomandazioni sul prossimo futuro, durante la lunga e vissuta carriera universitaria, frastagliata da gioie e dolori, sei riuscito a lottare e superare tutti gli ostacoli con grande forza raggiungendo, come pochi riescono a fare, il massimo risultato ottenibile! Anche perché ci hai dimostrato il tuo valore lasciandoci tutti a “bocca aperta”, io di mio sinceramente non avrei nemmeno scommesso un euro sulla tua laurea; il mio augurio è che tu lo viva con la naturalezza, l’onestà, la responsabilità, la gioia e la serenità con cui hai vissuto finora.

Per farci una risata ti ho riportato qui una simpatica barzelletta.

Il giovane e brillante neolaureto in medicina Attilio Cotroneo torna a casa da papà Salvatore per fare un po’ di pratica assieme a lui. Il padre, fiero della laurea del figlio lo scoraggia immediatamente: “Caro Attilio figlio mio, la laurea ti serve solo per imparare le cose teoriche, ma è sul campo che si impara di più. Oggi mi seguirai nel mio giro quotidiano di visite e capirai”. Si recano dalla prima persona che ha richiesto la visita a domicilio. Entrano in casa e vedono una donna malconcia sdraiata a letto. La visita e, dopo aver scritto due righe sul taccuino, al dott. Cotroneo fa cadere la penna a terra, la raccoglie e dice alla signora: “Si riposi e smetta di fare i lavori di casa in modo così maniacale”. Escono dalla casa della signora e il figlio chiede al padre: “Ma come hai fatto a sapere che fa le pulizie in modo maniacale?” “Semplice, quando ho fatto cadere apposta la penna per terra nel raccoglierla mi sono accorto che non c’era un filo di polvere”.
La casa dopo il padre decide di far provare al figlio. Entrano in casa e c’è una donna a letto. Il giovane dottore la visita e poi fa cadere anche lui la penna a terra. “Bene signora, stia tranquilla e non faccia per un po’ lavori per la parrocchia”. Escono, a questo punto il padre domanda incuriosito “Ma come hai fatto ha sapere che fa troppi lavori per la parrocchia”. “Semplice padre, quando ho fatto cadere la penna, nel raccoglierla ho visto il prete sotto il letto…”
E dopo questa risata un abbraccio Tuo Cugino Attilio i Cicciù.